PROGETTO MIOSFERA 2011-2013 (triennale), Artimbanco in collaborazione con: Studio POLIBULI (Cecina) – Armunia Festival Costa degli Etruschi (Castiglioncello) - Laboratorio filosofico sulla complessità Ichnos (Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa)   primi passi   DESCRIZIONE DEL PROGETTO E FINALITA’ GENERALE Il percorso intende rendere i bambini  insieme con i loro insegnanti ed i loro genitori protagonisti di una ricerca critica sulle proprie abitudini, sugli ambienti in cui vivono, sulle relazioni in cui crescono, sui modelli che trovano attorno a sé: ricerca da condurre con l’aiuto di artisti e formatori esperti nei linguaggi del teatro, della danza, della filosofia e dell’architettura.   Nodi centrali della ricerca: le abilità che si stanno acquisendo e quelle che si stanno perdendo: che relazione intercorre, ad esempio, tra il rapido mutare degli apparati tecnologici, del panorama mediale, degli ambienti in cui si vive (landscapes) e il mutare delle abitudini, delle abilità, dei paesaggi mentali (mindscapes) nei bimbi e negli adulti? l’ ambiente che abito nel mio corpo e l’ ambiente  esterno in cui vivo. Che cos’è la bellezza? Che relazione esiste tra il mio interno (psicofisico) e il mio esterno (strutturale)? Come posso modificare il mio abitare dentro e il mio abitare fuori?   Lavoro con i genitori: Quali cose, secondo gli adulti e gli anziani, i giovani non sanno più fare? Viceversa, di quali abilità sono carenti gli adulti e gli anziani, secondo i più piccoli?   Gli spazi che vorremmo creare o modificare in virtù delle nostre necessità. Come la creatività, la relazione con l’altro e l’ascolto intervengono in questi processi?   Finalità generale del progetto: diffondere una maggiore consapevolezza sul mutare delle abilità e dei comportamenti in relazione alla qualità degli ambienti e delle relazioni in cui si vive: l’acquisizione di tale consapevolezza è già di per sé un cambiamento rilevante, che successivamente verrà tradotto nell’invenzione di pratiche utili a modificare il comportamento delle abitudini ritenute potenzialmente tali da impoverire la qualità della vita. Tra le finalità del progetto, c’è anche quella di stimolare i bambini a trovare modi per comunicare ai propri coetanei il risultato e il senso della propria ricerca.   Il progetto vuole in questo modo promuovere una visione sistemica della nozione di benessere e di qualità della vita, seguendo e sviluppando la pista tracciata da ricerche internazionali che mostrano, ad esempio, come le preoccupazioni dei genitori, le abitudini di gioco, le abitudini alimentari e così via influiscano in modo congiunto su ciò che i bambini sanno o non sanno fare. Un recente articolo a questo proposito, di Elena Dusi (Addio, piccoli Popeye: i bambini di oggi hanno meno muscoli, su «Repubblica», 24 maggio 2011, p. 23) presenta uno studio inglese, in base al quale negli ultimi dieci anni i bambini avrebbero mediamente perso il 7 % della forza nelle mani e il 25% della forza nelle braccia. A parità di massa corporea con i bambini di uno o due decenni fa, nei bambini di oggi la percentuale di grasso sarebbe in crescita e la percentuale di muscolatura in diminuzione. Tale tendenza viene correlata alla diminuzione del tempo dedicato ai giochi all’aperto, all’aumento del tempo passato davanti a TV, videogiochi e computer. In base ai dati di Play England 2008, considerando bambini tra i 7 e i 12 anni, in Inghilterra il 17% dei genitori vieta ai bambini di giocare a inseguirsi e un genitore su due vieta di salire sugli alberi. Di conseguenza, dal 1999 al 2006 sono diminuiti sugli under 15, da 1823 a 1067, gli interventi per caduta da alberi, ma sono aumentati da 2.226 a 2.531 gli interventi per cadute dal letto. La “sensazione” che gli stili di vita diffusi facciano perdere abilità e competenze sul piano delle relazioni e del vivere bene è molto diffusa tra insegnanti e formatori che lavorano quotidianamente a contatto con i ragazzi: il progetto intende aiutare a tradurre tale “sensazione” in un insieme di osservazioni e giudizi ricavati dallo sguardo dei ragazzi e dall’intreccio tra il loro sguardo e quello degli adulti che incontreranno (testimonianze dei formatori e degli artisti in residenza, con cui potranno incontrarsi).   OBIETTIVI SPECIFICI
  RISULTATI ATTESI   STRUMENTI E METODOLOGIE   DOCUMENTAZIONE PREVISTA